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"Il 4 Febbraio 1799, dopo appena 12 giorni dall'ingresso dei francesi a Napoli e dall'elezione del Governo
Provvisorio del 26 gennaio, il decurionato terlizzese decise di piantare l' "Albero della Libertá" al Borgo. (...)
Ma cosa era "L'Albero della Libertá"? Cosa rappresentava? Cosa voleva dire al popolo?
"L'Albero della libertá" «era il simbolo di un concetto chiaro, e bel definito solo in poche persone,
di un ideale comune anche a pochi, era un albero naturale, o di quercia o di pioppo, che, piantato nella piazza
principale del paese significava la supremazia del potere democratico. Esso era ornato di fiori, di nastri tricolori,
e alla sua cima era apposto un berretto frigio, simbolo del popolo, simbolo della rivoluzione»."
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(tratto da: TERLIZZI La Repubblica Partenopea 1799, di Michele De Santis. pag. 102)
L'intento dell'Autore è di dare un'ampia visione del Secolo XIX vissuto dalla Comunità Terlizzese.
Discostandosi dagli schemi tradizionali d'alcuni autori, che in frammenti hanno raccontato fatti di vita paesana, Egli affronta,
come un cronista, ciò che era la vita sociale e politica di Terlizzi in quei lontani giorni. Sono giorni lontani soltanto con
il tempo, ma vicinissimi con lo spirito e la mentalità paesana.
Michele De Santis, con il suo primo volume: "TERLIZZI,
LA REPUBBLICA PARTENOPEA 1799", affronta il delicato tema di quella "rivoluzione" napoletana del 1799, che segnò profondamente
gli animi più sensibili della nostra Terra: come, alcuni per tutti, Ignazio Ciaja di Fasano, e, per Terlizzi, Michele Lamparelli,
allora studente a Napoli,
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Stemma dei Borboni |
che combatterono contro i Sanfedisti del Cardinale Ruffo. Quella "Rivoluzione" fu vissuta anche dalle
nostre parti con violenze e lutti.
Terlizzi, per fortuna ne uscì indenne grazie
ad alcuni uomini capaci e forti che seppero
mantenere l'ordine e l'amor patrio.
Ed è proprio da quei giorni del 1799,
che si parte per il viaggio storico di Terlizzi. Quei giorni del '99, sono stati grossi macigni posti come pietra miliare
per il riscatto dalla feudalità borbonica e iniziando un nuovo percorso sulla via del "Risorgimento" conclusasi con l'Unità
della Nazione e suggellata con la "Resistenza" dei nostri giorni.
L'Opera, TERLIZZI NELL'OTTOCENTO, ormai al quarto volume (1811 - 1815), si appresta (in Gennaio 2004) a pubblicare il quinto:
IL RISVEGLIO DELLA COSCIENZA POLITICA, I MOTI CARBONARI E LA COSTITUZIONE, 1816 - 1820.
Nello stesso tempo, però, è in corso di studio il sesto volume: FINE DELLA COSTITUZIONE E LA REPRESSIONE, 1821 - 1825.