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Antica raffigurazione dello stemma di Terlizzi del 1580, tratto dal volume
"Terlizzi e i Grimaldi" di G. Valente |
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Tratto della via consolare Appia-Traiana, direzione verso sud |
É acquisita alla critica storica l'origine di Terlizzi
nell'ambito della massima espansione longobarda in Puglia sul principio
del VII sec. d.C., espansione che assunse nei relativi insediamenti carattere tipicamente militare e agricolo secondo lo schema
romano-germanico.
E quale insediamento longobardo, il
casale di Terlicio si affaccia alla ribalta della storia nell'ultimo scorcio dello stesso
secolo. La relativa testimonianza documentale é costituita dall’atto di donazione, databile intorno al 773, del ricco gastaldo
longobardo Wacco e registrato nel
Chronicon monasterii Casinensis a beneficio dello stesso monastero benedettino di Montecassino.
Il lungo stanziamento dei Longobardi nella zona per la conquista di quell’ultimo lembo dell’impero bizantino diede origine ai
vari insediamenti, tra cui appunto il
casale in Trelicio, con l'assegnazione
ai veterani messi in congedo di terre demaniali
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Lecci in viale Roma |
in quel tempo ancora ricoperte di macchia mediterranea e querceti (
quercus ilex). Di qui, certamente, l’etimo del toponimo
Trelicium o più comunemente,
nelle più antiche pergamene,
Terlicium, equivalente a
terra ilicium, locus inter ilicia, nel
significato di "Terra di lecci" o "luogo posto fra i lecci".
La lunga e tormentata storia del Mezzogiorno
e, quindi, della regione pugliese, é scandita per tutto il Medioevo e l’età moderna
dalle varie dominazioni straniere e caratterizzata da quel particolare regime politico, sociale ed economico, noto sotto la
denominazione di
feudalesimo introdotto in Puglia dai Normanni sul principio del XI sec. e già sperimentato in tutta l’europa
sin dal VI - VII secolo. Su questo filo conduttore Terlizzi ha vissuto periodi di dominazioni straniere quali il
Periodo
normanno (1071 - 1194),
Periodo svevo (1194 - 1266),
Periodo angioino (1266 - 1435),
Periodo aragonese (1435 - 1503),
Periodo del viceregno spagnolo (1503 - 1707),
Periodo del viceregno austriaco (1707 - 1734) e
Primo borbonico (1707 - 1806).
Gaetano Valente
Terlizzi sulle vie di Federico II di Svevia
Le vicende della nostra città ai tempi in cui l'imperatore Federico II di Svevia estese il suo dominio nel sud Italia
rappresentano un aspetto poco noto del panorama storico cittadino.
Eppure, basta volgere lo sguardo verso nord-ovest (Ruvo), che, da qualsiasi punto dei tetti delle nostre case appare nella sua
grandiosità Castel del Monte, segno evidente della azione di potere svolta dall'imperatore sulla nostra città.
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Vista di Castel del Monte dal territorio di Terlizzi
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A dimostrazione di quanto citato mostriamo in anteprima assoluta come si manifesta Castel del Monte ai nostri occhi e,
relativamente alle vicende storiche, trascriviamo dal volume di G. VALENTE " LA RESISTENZA AGLI SVEVI IN TERRA DI BARI" un
saggio ripubblicato nel volume " Relazioni e dibattiti sull'opera e la personalità di Federico II di Svevia"a cura della Società
di Storia Patria per la Puglia. Studi e ricerche XII, BARI 1998, pp 219-277, il sunto finale sullo stesso studio.
" Il presente contributo al tema specifico del Convegno di studi Federiciani tenutosi ad Oria nei giorni 11 - 12 novembre
1989 si riferisce a due casi emblematici registrati in terra di Bari, largamente acclaranti
metodi e sistemi di lotta promossi e
adottati dall'una e l'altra parte nel corso del lungo contenzioso.
Per quanto si situino in differenti contesti storici, hanno
ambedue in comune la stessa matrice: la regia papale. E la stessa finalità: la destabilizzazione del potere degli Svevi.
Diversa invece la dinamica: nel primo viene alimentata e premiata l'insubordinazione di un fidelis de regno verso il proprio
sovrano con sempre più accattivanti promesse e concessioni, mentre nel secondo viene castigato, su segnalazione del proprio
vescovo di stretta fedeltà papale, il "tradimento" di alcuni ecclesiastici terlizzesi che erano passati dall'altra parte della
barricata, proprio quando più pericolosa si era fatta l'incombente minaccia di una restaurazione della sovranità sveva."
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Don Gaetano Valente |
Nato a Terlizzi il 27/09/1919. Corso accademico con diploma in paleografia. Insegnante di religione nella scuola di Stato
e di materie letterare in ginnasio, socio della Società di Storia Patria per la Puglia.
Lo studioso Gaetano Valente
ha ricostruito secondo
i criteri della moderna metodologia storiografica la vicenda storica della cittadina di Terlizzi in ambito medievale e moderno,
giovandosi largamente di una consistente tradizione documentaria resa accessibile sia dalla edizione delle antiche pergamene
e sia dal recente riordinamento dei fondi cartacei del locale Archivio Diocesano. L'intero lavoro, nell'intitolazione generale
Feudalesimo e feudatari in sette secoli di storia di un Comune pugliese (Terlizzi 1073 - 1779), è distribuito in sei volumi
corrispondenti ad altrettanti periodi di dominazioni straniere innestandosi agli ultimi anni del dominio bizantino e fino
al decennio francese.
La ricostruzione storica si esplicita e si realizza nell'intento costantemente perseguito di raccordare gli eventi circoscritti
ad ambienti e a realtà locali ai grandi movimenti di carattere generale fino all'approdo conclusivo
del riscatto nel 1779.