Un monumento a Terlizzi
Sabato nove marzo ’07 si è svolta una conferenza stampa nella Biblioteca comunale durante la quale un nuovo comitato denominato “ VITE ESEMPLARI “ si è appositamente costituito per stimolare la realizzazione
nella nostra città di un monumento che rappresenti e indichi degnamente il sacrificio della propria vita di due nostri concittadini , don Pietro Pappagallo e del prof Gioacchino Gesmundo , figure queste prevalenti, sia tra terlizzesi che nell’universo dei contributi dati da buona parte della popolazione italiana nella lotta clandestina al regime fascista durante la II^ guerra mondiale.
Presieduto da due parenti prossimi, due nipoti dei due martiri, Franco Pappagallo - Presidente -e Gioacchino Gesmundo – vice PRESIDENTE - con la collaborazione di altri cittadini volontari, detto comitato, nella sua autonomia, ha fatto propria una idea dello scultore terlizzese De Scisciolo che rappresenta gli ideali per i quali i due eroi si sono immolati, proponendo alla intera cittadinanza di sostenerlo materialmente con sottoscrizioni, nella realizzazione del monumento che si vorrebbe posizionare in un punto strategicamente valido della città (piazza) al fine della continua rappresentatività visiva di quei valori al mondo circostante.
Il bozzetto è stato tenuto in esposizione per la circostanza durante tutta la conferenza.
Anche l’Amministrazione comunale, rappresentata nell’occasione dal Sindaco Di Tria, ha manifestato la propria disponibilità alla realizzazione dell’opera.
Del bozzetto dell’opera esposto e sfogliando il pieghevole distribuito dal comitato, anche se
rispecchia lo spirito dell’azione del prof Gesmundo e di don Pietro e nella considerazione che detti valori sono patrimonio non solo locale bensì nazionale e mondiale (vedi altra parte della rubrica), si pensa venga sminuito nel suo significato in quanto non è stato il frutto di ulteriori contributi sia dello stesso autore che di altri artisti, locali e nazionali, da ricercarsi attraverso un bando esteso territorialmente.
Così facendo, si sarebbe dato maggior risalto all’opera, alla città, ai due eroi.
Come si è detto in altra parte l’opera si impone perché la nostra città, nel sessantennio che è intercorso dall’eccidio sino ad oggi , ha saputo solo dare quattro lapidi commemorative, due strade intestate ai due personaggi ed una piccola viuzza intestata genericamente alla Resistenza, guarda caso quest’ultima, affiancata ad una testa di tigre residuo della vecchia cattedrale di S Michele Arcangelo abbattuta dai terlizzesi nel 1782, che resiste ancora.
Mi chiedo se sapremo presto e bene colmare una lacuna così macroscopicamente poco edificante.
Rievocazioni storiche
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Medaglia d'oro |
Nel quinquennio che va dal mese di settembre 1995 fino al 24 marzo 2000 si sono tenute, sia nella nostra città che a Roma, alcune
rievocazioni storiche riguardanti la figura di don PIETRO PAPPAGALLO e del prof. GIOACCHINO GESMUNDO, martiri terlizzesi, che si
impegnarono fino all'estremo sacrificio per liberare l'Italia dal nazi-fascismo, ciascuno secondo la propria condizione.
Furono infatti trucidati alle fosse Ardeatine il 24 marzo 1943.
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Roma, sala del Campidoglio - convegno su don Pietro, intervento della sig.ra Capponi |
Da tali rievocazioni, che accompagnarono l'uscita di due volumi scritti dal prof. Antonio Lisi (Don PIETRO PAPPAGALLO, «
un eroe, un santo; GIOACCHINO GESMUNDO l'altro martire di Terlizzi) riguardanti la figura e l'azione
svolta dai compatrioti uccisi, scaturì la concessione della MEDAGLIA D'ORO al valor civile a don PIERTO PAPPAGALLO consegnata
il giorno 24 marzo 2000 alle fosse Ardeatine.
Questa la motivazione: "sacerdote della Diocesi di Roma durante l' occupazione tedesca collaboró
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Il Presidente Carlo Azelio Ciampi e le altre Alte cariche dello Stato |
intensamente alla lotta
clandestina e si prodigó in soccorsi di ebrei, soldati sbandati antifascisti e alleati in fuga dando loro aiuti
per nascondersi e rifocillarsi.
Tradito, fu consegnato ai tedeschi sacrificando la sua vita con la serenitá d' animo segno della sua fede che sempre
lo aveva illuminato. Roma, 24 marzo 1944."
La cerimonia di commemorazione delle vittime, fu presieduta dall'attuale Presidente
della Repubblica CARLO AZELIO CIAMPI alla presenza delle più alte autorità dello Stato del tempo (dr. Mancino - Presidente
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Terlizzi, scuola media "G. Gesmundo" - Vittore Fiore |
del Senato, dr. Violante - Presidente della Camera dei Deputati), delle alte autorità civili e militari, del capo della comunità
ebraica il rabbino capo di Roma il dr. Toaf, dal presidente dell'associazione dell'ANFI dr Giovanni Gigliozzi, dell'onorevole
terlizzese Niki Vendola, dell'allora Sindaco dr. Amendolagine
e da una nutrita schiera di cittadini terlizzesi , noi compresi.
Precedentemente, anche al prof. Gioacchino Gesmundo fu attribuita la medaglia d'oro al valor militare.
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Terlizzi, scuola elementare "don P. Pappagallo" - M. Fiorentini parla agli scolari |
Alle suddette rievocazioni non sono mancati contributi di alcune figure di alto valore storico quali quelli di Vittore FIORE,
recentemente scomparso, anch'egli confinato dal regime fascista (figlio del noto meridionalista ed antifascista Tommaso Fiore), di
numerosi comandanti del Comitato di Liberazione, del dr. Mario Fiorentini, della Capponi (coautrice dell'attentato di
via Rasella) che spiega le motivazioni del loro gesto da cui partì l'azione di vendetta delle truppe tedesche
che culminó con l'eccidio alle Ardeatine, e di altri ancora.
Il 31 ottobre 1999, nella sala consiliare del comune di Terlizzi in occasione della
manifestazione per la consegna della medaglia d'oro da parte della FONDAZIONE INTERNAZIONALE " CARNEGIE " alla memoria di
don PIETRO PAPPAGALLO, don Gaetano Valente, storico terlizzese, rievoca il tempo in cui, giovane
sacerdote, intratteneva relazioni con don Pietro.
Don Pietro Pappagallo unitamente a don Morosini,don Chiaretti ed altri religiosi è stato ricordato da ROSARIO BENTIVEGNA in una
intervista rilasciata al giornalista Dino Messina pubblicata sul Corriere della sera del 23 febbraio scorso.
Rosario Bentivegna, marito e compagno di lotta nella Resistenza di Carla Capponi, protagonista insieme a questa e ad altri
dell'attentato di via Rasella da cui scaturì la vendetta dei tedeschi con l'eccidio delle fosse Ardeatine, è l'autore del libro
"ACTUNG BANDITEN" con sottotitolo "Prima e dopo via Rasella". Il ricordo è scaturito dalla considerazione del Bentivegna
circa il comportamento del Vaticano nei confronti della Resistenza.
Anche Vito Antonio Leuzzi - Presidente dell'Istituto di Studi per la lotta all'antifascismo, succeduto a Vittore
FIORE nell'incarico dopo la sua morte, ha ricordato spesso i nostri due concittadini tanto che nella rievocazione
fatta nella sala consiliare del Comune di Terlizzi il 24/3/2003 ha sollecitato l'Amministrazione comunale a proporre alle autorità
degli Organismi Comunitari Europei il riconoscimento dei nostri Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo, unitamente alle
centinaia di migliaia di persone che sacrificarono la loro vita per la libertà, quali "MARTIRI EUROPEI PER LA LIBERTA'"
in considerazione
della partecipazione dei vari paesi della Comunità alla liberazione dell'Europa dal nazifascismo per ridare libertà
e dignità ai propri popoli.
Ricorda ancora il Leuzzi a Foggia, nel commemorare il tenore Stanca ucciso alle fosse Ardeatine, che con quella strage
i tedeschi si liberarono non di occasionali vittime ma di efficaci oppositori del nazifascismo, citando esplicitamente
oltre a Stanca anche i nostri martiri.
In margine alla cerimonia di commemorazione tenuta quest'anno qualcuno tra i presenti ha evidenziato che non tutti
gli organismi scolastici locali erano presenti alle manifestazioni, pur operando nella nostra città istituti di
scuola media superiore quali il LICEO PEDAGOCICO, il LICEO CLASSICO, l'ISTITUTO PROFESSIONALE AGRARIO, l'ISTUTO
PROFESSIONALE ARTIGIANALE.
La loro assenza è stata evidenziata come scarsa sensibilizzazione dei giovani a problematiche tanto importanti.