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Ultimo aggiornamento: Agosto 2007 (aggiornate le sezioni Agorà, San Nicola, Menhir, Protagonisti della Storia e la Homepage)
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Andate nella sezione Cartoline o piazza Cavour, scegliete la vostra foto preferita ed inviatela ad un amico!


Anteprima Festa Maggiore 2007






Una favola moderna
Siamo tornati
Associazione Onlus “DARIO PRISCIANDARO“
E tornaron a riveder le stelle
E' lunga mille anni
La sonorità ritrovata
Della memoria storica
La medaglia d'oro alla memoria
Testimonianze
La bella principessa
Comitato feste patronali
Sito città
Una favola moderna
Il terlizzese Vincenzo Caldarola interpreta Padre Pio nel musical ACTOR DEI
Scritta in chiave moderna, l’OPERA MUSICAL ACTOR DEI, racconta i momenti più salienti della vita di Padre Pio, che dico, san Pio da Pietrelcina, partendo dalla fanciullezza, la consacrazione a frate francescano,
la chiamata al voler di Dio con le stimmate fino alla realizzazione dell’opera fortemente voluta: la CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA.
Scritta, musicata, sceneggiata e costumata con animo giovanile e intenso fiato ecumenico il cui intento principale risiede nel rilanciare il pensiero e l’esempio di san Pio, l’opera è coinvolgente e travolgente nell’animo e nello spirito dello spettatore, sospinta dall’entusiasmo che sprigionano coralmente gli artisti interpreti, tutti giovani, cantanti coristi, ballerini ed interpreti principali sui quali, su tutti, spicca Vincenzo Caldarola che interpreta egregiamente la figura di Padre Pio, con una voce calda, chiara ed armoniosa nell’ interpretazione delle musiche, sicuro nelle movenze e nella recita delle partiture a lui assegnate. Queste le sensazioni provate assistendo alla rappresentazione del musical. Si può proprio dire che Padre Pio non ha avuto bisogno di allontanarsi dalla sua amata Puglia per scegliere la persona giusta per tornare ad indossare vestigie umane e richiamare alla mente della gente i valori morali per i quali ha speso la sua esistenza costellata da tanta sofferenza e dare attuazione al disegno divino. Cresciuto a Terlizzi nella gioventù francescana, Vincenzo Caldarola sostenuto dalla famiglia nel sua passione per il canto e la recitazione, in detto contesto ha potuto coltivare questa passione, qualità successivamente raffinate con la partecipazione a corsi specializzati al punto che, con l’interpretazione della figura di Padre Pio in ACTOR DEI, ha raggiunto livelli interpretativi tali da consentirgli di ottenere e godere del successo che il destino mostra di riconoscergli e compensarlo di tanti sacrifici sopportati. Noi concittadini dobbiamo sentirci partecipi e fieri che un figlio della nostra terra conservi e raggiunga vette sempre più elevate nel campo artistico.
L’OPERA MUSICAL ACTOR DEI attualmente in programmazione, nelle sue rappresentazioni sta ottenendo grande successo registrando il tutto esaurito nel grande teatro tenda appositamente allestito a San Giovanni Rotondo, che proseguirà fino ai primi di giugno, per riprendere successivamente con un tour in molte città italiane e probabilmente anche all’estero.
Ricordiamo che il musical ACTOR DEI è scritto sia nei testi che nelle musiche da ATTILIO FONTANA –FRANCO VENTURA – FEDERICO CAPRANICA – MARIA GRAZIA FONTANA – ANTONIO CARLUCCIO – e MICHELA ANDREOZZI, con la supervisione storica religiosa di padre LUCIANO LOTTI della Casa sollievo della sofferenza, coreografie ORAZIO CAITI, scenografie DAVIDE ORLANDI DORMINO. Costumi GUILLERMO MARIOTTO con la regia di GIULIO COSTA il tutto prodotto da MARCO LUPPA con il patrocinio di Enti pubblici e privati.
Siamo tornati

E’ tornata la primavera e con essa siamo tornati anche noi stimolati dal fatto che pur avendo trascurato per lungo tempo –quasi tre anni – quasi abbandonata a se stessa la nostra modesta creatura culturale, ci siamo accorti,
valutando i contatti effettuati sul nostro sito, pur non sponsorizzato, ancora oggi è tra i più visionati tra quelli che parlano della nostra città.
Siamo tornati anche perché molti amici ce ne hanno parlato positivamente, altri ci hanno riferito che da noi hanno trovato quello che in altri non c’era, la volontaria e gratuita collaborazione, come la nostra è di qualità e di serietà, che abbiamo mostrato una veduta serena degli argomenti trattati.
Siamo stati i primi in assoluto a far conoscere al mondo, pur in maniera molto contenuta la nostra festa maggiore, unica tra le manifestazioni tra il sacro e il profano nel suo genere.
Siamo tornati anche in considerazione del fatto che non essendosi verificati forti scossoni nella quotidianità della vita cittadina, avevamo molte altre cose che da dire,
volutamente rimandate ad altri tempi. Gratificanti sono stati i giudizi espressi nei nostri confronti colti attraverso la lettura del forum. Siamo tornati anche perché ci è stato riconosciuto, e non solo per aver realizzato il sito su Terlizzi, una capacità DESCRITTIVA CON LA MACCHINA FOTOGRAFICA IN MODO ORGANICA, GRADEVOLE A VEDERSI, OBIETTIVA NELLE SUE ESPRESSIONI, EFFICACE NEI SUOI CONTENUTI, NUOVA NELLE SUE FORME come il formato panorama, il tutto, e questo lo diciamo noi, operando già dai primi anni settanta, da quando cioè abbiamo avuto la capacità economica di poter detenere la macchina fotografica a cominciare dalla storica COMET fin alle attuali macchine digitali e con queste anche una prima cinepresa BAUER super otto mm con il proiettore BOLEX muto, fino alle tre telecamere Panasonic delle quali l’ultima digitale che ci consentono di poter MOSTRARE LE PRIME SFILATE DEI CARRI FLOREALI CHE SI ORGANIZZAVANO INTORNO ai primi anni settanta, gli ultimi segni della paesana civiltà contadina nostrana prima dell’avvento dei nuovi criteri, mezzi e metodi usati dai coltivatori locali.
Tra i numerosi avvenimenti di questi ultimi decenni, abbiamo assistito alla rinascita della chiesa di Cesano con i primi lavori di restauro effettuati a partire dal 1983, possiamo mostrare l’ultima festa maggiore con la processione del carro approntata da De Napoli e Affaitati bruciato nel 1991, la miracolosa ricostruzione, con materiali nuovi e più adeguati, dell’anno successivo e i protagonisti di tale miracolo, le ultime sfilate con i carri allegorici del carnevale nostrano.
Abbiamo documentato l’intera campagna elettorale per la prima elezione diretta del sindaco avvenuta nel 1995, l’intera serie delle manifestazioni commemorative, rievocative dell’eroismo dei nostri concittadini Don Pietro Pappagallo e del prof Gioacchino Gesmundo fino alla cerimonia dell’attribuzione della medaglia d’oro alla memoria di don Pietro, avvenuta alla fosse Ardeatine a Roma il 24 marzo 2000; la visita del principe Alberto di Monaco per la presentazione del V volume della collana Feudalesimo e feudatari di G. Valente; la presenza in città della bella principessa Mafalda d’Assia, nipote dell’omonima ava internata in un campo di concentramento nazista e li deceduta.
Molti sono gli avvenimenti che abbiamo seguito direttamente di cui siamo stati testimoni che ci hanno permesso di collaborare fattivamente, con immagini, con quotidiani locali da oltre dieci anni e associazioni di volontariato documentandone l’attività sempre volontariamente e gratuitamente, perché crediamo in certi valori e tanti altri ancora potendo affermare che molti di questi, che hanno riguardato la nostra città, li abbiamo vissuti in prima fila. Attività questa svolta in maniera volontaria, spontanea, gratuita e disinteressata tale che alla fine l’ASSOCIAZIONE ONLUS “DARIO PRISCIANDARO” di Perdifumo, bella cittadina insita nel Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno, guarda caso costituita da oriundi terlizzesi, ci ha assegnato il premio per la fotografia dell’anno 2006 PREMIO “CILENTO MEETING - DARIO PRISCIANDARO ONLUS – 2006 conferito con il Patrocinio del Presidente della Repubblica, Premio del Senato e della Camera dei Deputati.
Anche di ciò ci sentiamo gratificati e compensati moralmente per la quasi trentennale nostra attività culturale. A quanti avranno il piacere e vorranno manifestare la propria attenzione seguendoci nel tempo diciamo che mostreremo, per quello che sarà possibile, ciò di cui siamo stati testimoni.
Associazione Onlus “DARIO PRISCIANDARO“

Un giorno del mese di giugno dell’anno scorso fui raggiunto da una telefonata imprevista. “buongiorno maestro Vino sono il sig Prisciandaro da Perdifumo e vi telefono per annunciarvi che la nostra associazione
ha deciso di darvi un premio per la fotografia ; questo premio vi sarà conferito il giorno 22 settembre prossimo presso l’albergo Stella di Perdifumo e vi viene assegnato dall’associazione Onlus “DARIO PRISCIANDARO “. A giorni riceverete l’invito di partecipazione. Vi saluto maestro Vino.” Così si chiuse quella telefonata. Sorpreso , cominciai a domandarmi sul come e perché di tanto onore e privilegio e da dove fosse partita una simile iniziativa. Qualche giorno passò finchè non mi sovvenne il movente: don Gaetano Valente. L’anno precedente avevo dato notizia sul nostro giornale cittadino dell’uguale premio, questa volta per la cultura assegnatogli per la storiografia con la motivazione degli approfonditi studi nella ricerca storica delle origini della nostra città e molto altro ancora . Non mi fu difficile collegare il tutto. Successivamente al ricevimento dell’invito telefonicamente preannunciai la mia presenza alla cerimonia di premiazione e sentitomi gratificato preannunciai l’invio di alcune immagini raffiguranti la mia città in alcuni momenti rappresentativi della vita della comunità.
L’ASSOCIAZIONE ONLUS “DARIO PRISCIANDARO “ di Perdifumo in provincia di Salerno, presieduta dalla professoressa Eugenia Morabito Prisciandaro, è una associazione sorta per ricordare la memoria di DARIO PRISCIANDARO scomparso prematuramente che della sua breve esistenza ne aveva fatto strumento di crescita morale, con l’esempio e l’abnegazione, per se e per altri che condividessero o meno la sua esperienza di vita. Purtroppo le cose belle finiscono presto e così fu per Dario.
I genitori ne hanno voluto tramandare la memoria ricordandolo con la costituzione dell’associazione che annualmente premia quanti si distinguono nei diversi campi dello scibile, di origini locali e non. Con quella del 2006 è già la quinta edizione di conferimento di premi.
Nell’edizione dell’anno passato tra le tante personalità, come accennato, fu premiato anche il nostro concittadino storico mons. Don Gaetano Valente che con le sue ricerche storiche approfondite sulla nostra città ha contribuito a farla conoscere in maniera dettagliata, partendo dal minuscolo
agglomerato di casupole, il locus, piccole costruzioni rese più evidenti intorno all’anno mille per le soste che i pellegrini facevano durante i viaggi per raggiungere la terra santa percorrendo la via traiana, e i signorotti che si sono avvicendati nel dominio, nel millennio passato, fino alla città che conosciamo attualmente.( vedi inviti 2005-2006 ).
Con l’istituzione del premio “Dario Prisciandaro” l’associazione si prefigge anche lo scopo di valorizzare, divulgare e diffondere la conoscenza delle bellezze naturalistiche della città di Perdifumo il cui territorio è compreso nel Parco Nazionale del Cilento.
PAESTUM è la perla più nota con i richiami storici, ma non sono da meno tutte le altre località che fanno brillare il parco come un cielo notturno stellato in piena estate con i loro paesaggi montani, gli splendidi orizzonti panoramici, le caratteristiche viuzze dei centri montani ecc., : visitare per coglierne i diversi aspetti ( foto di Paestum dal giornale di Farzati E’ una foto tratta dal periodico ROVISTANDO ITALIA, QUEL GRAN TALENTO diffuso gratuitamente a Perdifumo edito e diretto da Giovanni Farzati.
Nel merito della famiglia Prisciandaro è da ricordare che la stessa discende da Francesco Paolo Prisciandaro pittore nato a Terlizzi nel 1874. Avviato agli studi artistici presso la scuola napoletana, dopo il conseguimento dell’idoneità all’insegnamento inizia l’intensa attività artistica. Molte furono le opere da questi realizzate che ornano chiese e case patrizie. Alcune sue opere sono conservate anche presso la Pinacoteca Provinciale “ C. GIAQUINTO “ di Bari. Con l’arte Prisciandaro coltivò la passione politica e l’amore per la libertà: l’appartenenza ai gruppi antifascisti gli costarono l’esilio e il carcere condiviso anche con l’ex Presidente della Repubblica Italiana Pertini.
E tornaron a riveder le stelle
E tornaron a riveder le stelle….a partire dalle rocce sulle quali poggiano le fondamenta della chiesa con stile preromanico.
Abbiamo preso in prestito versi poetici del sommo poeta per ribadire l’importanza dei lavori di consolidamento, recupero e restauro del complesso monastico di Santa Maria di Cesano.
Iniziati verso la fine dell’anno 2005 si sono protratti fino all’inizio del mese di luglio del 2006 quando al termine di una solenne cerimonia di inaugurazione, domenica 2 luglio 2006 presente il Vescovo di Cerignola mons. Don Felice Di Molfetta nostro concittadino, molta gente ha potuto rendersi conto delle consistenti mutazioni intervenute nel complesso di Cesano. Invitiamo quanti ancora ignorano, terlizzesi e non, a rendersi conto direttamente delle opere realizzate auspicando e adoperandosi al fine della conservazione quale simbolo di identità cittadina.
Senza dilungarci nella descrizione delle opere eseguite, riteniamo doveroso il riconoscimento che la nostra comunità deve a mons. Valente, sempre lui lo storico concittadino che ha tanto strenuamente combattuto e lottato malgrado difficoltà e avversità perché si compissero quelle opere, che tanto si è speso per la realizzazione delle opere necessarie per restituire alla comunità un importante sito di valore storico e culturale quale quello di Cesano che con il tempo può rappresentare strumento di crescita culturale ed economica e assurgere a simbolo di identità storica per tutti i cittadini terlizzesi.

Rrappresentiamo con immagini, momenti e caratteristiche dei lavori eseguiti nel complesso monastico.
E’ UNA STORIA MILLENARIA QUELLA DI CESANO
UNA REALTA’ NUOVA ANZI ANTICA, quella che ci voleva, per i devoti che aspettavano da tempo per il ripristino organico del culto e per il turismo locale; si imponeva con sempre maggiore insistenza, per una conoscenza più approfondita dell’affascinante, intricata vicenda millenaria del nostro antico complesso monastico di Cesano, carico di anni, e che ai percorsi turistici della città, già segnalati da noi (vedi in altra rubrica), mancava in maniera esaustiva nella sua storia, pregnante di valori culturali e religiosi, vero scrigno di memorie e di sacralità, con la sua chiesa-santuario e l’annesso priorato benedettino di stretta dipendenza dall’abbazia di San Lorenzo di Aversa. E’ stata approntata in tempo utile
con l’inizio delle annuali celebrazioni religiose per conferire maggiore prestigio e decoro alla ricorrenza inaugurale delle opere finalmente realizzate fra mille difficoltà e amarezze e mirate essenzialmente a rendere fruibile e funzionale il complesso turistico e religioso quale centro di spiritualità mariana in cui poter apprestare un servizio culturale e religioso più efficiente e idoneo alla massa di visitatori, devoti e turisti, che si auspica sempre più numerosi vi si riverseranno attratti da quel particolare fascino dell’arcano, che promana da tutto quello “spazio sacro” costituito dal priorato benedettino e dalla chiesa mariana, e da quel clima di pace e serenità che vi regna sovrano.
E’ una storia lunga un millennio.
La vicenda storica lunga un millennio e che attiene a un insediamento medievale per sua natura suscettibile di sfasature di eventi di natura diversa oltre che di interventi di ristrutturazioni edilizie e di restauri conservativi, è basata su più approfondite ricerche sui protagonisti della sua storia per coglierne il fascino della primogenia identità circonfusa di un alone di mistero, che si sprigiona dalle antiche raffigurazioni e dai conci dei compatti paramenti
murari della sua chiesa preromanica, e persino dalle pietre informi dei ruderi monasteriali solo in piccola parte ricomposti, mentre restano ancora li, la gran parte, quasi a voler raccontare la loro storia, riuscendo, però, con i loro residui che si possono ancora intravedere, soltanto a stuzzicare la fantasia e l’immaginazione dei tanti visitatori, che si cimentano ad indovinare l’originale loro natura e funzione.
E’ peraltro fin troppo notorio come si sia fatto sempre più vivace in Puglia, in questi ultimi tempi il flusso di turismo di massa , oltre che per la bellezza
paesaggistica dei suoi borghi, il carisma delle feste patronali e il fascinoso richiamo dei suoi santuari, anche in particolar modo per il pedigree storico e artistico delle sue pietre, come castelli e torri, cattedrali e chiese rupestri, senza infine dimenticare la squisitezza delle varietà culinarie.
Tra questi luoghi firmati dalla storia e dall’arte e con lo stesso
fascino e interesse dei mille centri turistici pugliesi COLLOCHIAMO A BUON DIRITTO IL NOSTRO SITO DI CESANO con i suoi ruderi monasteriali e la chiesa preromanica assurta nel corso dei secoli a ruolo di “SANTUARIO DELLA MADONNA DEL POPOLO”.
La scoperta di tanti emblematici interventi nelle strutture originarie compiuti da parte dell’uomo che ne hanno scompaginato il sistema e l’identità conferiscono fascino alla loro conoscenza.
Paradossale è il caso dell’altare. Quello originale venne imprigionato, incapsulato, quasi in un altro di proporzioni e stile abnormi, del tutto esorbitanti e fuori da ogni comprensibile regola e sistema. Si presentò di assoluta necessità rimetterlo in luce per la celebrazione della messa , secondo inderogabili regole liturgiche, e dribblando remore e incertezze fu compiuto il miracolo. Tanto, è stato apprezzato anche da esperti e competenti del settore.
Questa è la storia del nostro complesso che abbiamo potuto apprendere scorrendo la storia scritta e riscritta dal nostro storico concittadino don Gaetano Valente.
E’ auspicabile che l’Amministrazione Comunale, finora assente nel programma di valorizzazione del sito di Cesano, inizi una buona volta a prendere a cuore, facendo proprio con idonea programmazione, il completamento delle opere ritenute necessarie alla definitiva sistemazione.
Questo nella grande speranza che i flussi turistici, sensibilizzati e stimolati adeguatamente con opportune iniziative,attraversino la nostra città e lascino i segni tipici .
Sagre paesane tipiche
Legata a questa storia una novità storico culturale: La sagra della melagrana a Cesano
Ritrovata, reinterpretata e realizzata con la tipica caparbietà costruttiva da mons. Valente può rappresentare occasione di crescita, la prima sagra del nuovo secolo si è tenuta il 29 ottobre 2006 con discreta partecipazione di pubblico.
Non è una delle tante trovate pubblicitarie turistiche senza significati e senza contenuti.
La novità è basata su valori storici e culturali che tende a significare e a rievocare
contenuti simbolici di grande interesse della nostra tradizione di antica data chiaramente evidenziate nelle comunità benedettine tra le quali anche in quella nostra di Cesano.
E’ una pianta assai diffusa nel nostro territorio i cui frutti, nel tempo passato costituivano vera leccornia per i bambini e non solo. Quale segno di buon auspicio, all’interno della cinta muraria, con la fattiva collaborazione di Mario Tricarico e di Michele Chiapparino,sono state messe a dimora molte piante di melograno dagli stessi donate.
La pianta del melograno, si dice abbia origini mitiche e il suo frutto, composto da una scorza esterna che racchiude in se numerosi chicchi ha dato adito a numerose interpretazioni, evocando un senso di prosperità e fertilità; il frutto, in ogni tempo ha rappresentato l’immagine della Chiesa.
Durante la manifestazione hanno fatto bella presenza sui tavoli melagrane di ogni misura e colore comprese quelle artistiche realizzate in ceramica; la colva, un dolce tradizionale riscoperto per l’occasione costituito da grani di melagrane, chicchi di grano bollito, frutti di noce sbriciolati il tutto amalgamato e condito con vincotto di fichi o mosto.
Non sono mancati mini spettacoli di giochi e ballate risalenti al periodo medievale interpretati da ragazzi di scuola elementare e media.
Con la sagra del melograno si tende a recuperare una antica usanza dei nostri contadini del secolo scorso che usavano fare le scampagnate nei cosidetti “giovedì d’ottobre”.
La sonorità ritrovata
Con i lavori di restauro, grazie alla generosità della famiglia Clary, nipoti di mons. Valente, la vela del piccolo campanile della chiesa ha ripreso a far ascoltare il suo richiamo per tessere le lodi al Signore con canti e preghiere e chiedere benedizioni e protezione al Dio Signore del cielo e della terra.
Una bella e preziosa campana, idonea alle dimensioni della veletta del piccolo campanile, donata dalla famiglia Clary, è stata li sistemata. Attualmente campeggia dall’alto sugli ulivi circostanti e fa sentire la sua voce alle attuali e future generazioni per richiamare gli immortali valori della civiltà cristiana. Con il maestro scalpellino Andrea Berardi anche noi abbiamo contribuito in piccolissima parte a ridare voce alla chiesa.
Foto campanile con campana
Della memoria storica
Stimolati dalle iniziative che in questi primi due mesi del nuovo anno si sono tenute in tutta Italia come anche nella nostra città, sia ufficialmente dall’Amministrazione che da altri organismi pubblici, non è inopportuno ritornare sull’argomento della memoria storica per richiamare l’attenzione sui valori per i quali in tanti si sono immolati per assicurarci un futuro di pace, libertà, di giustizia, di uguaglianza, di fratellanza, di solidarietà.
Vittore Fiore, in un intervento che tenne nella nostra città, in un convegno sul contributo della provincia di Bari alla Resistenza, riferendosi ai nostri due martiri delle fosse Ardeatine disse:
“Io non considero, e lo dico con franchezza, la Resistenza un monumento! Nemmeno questi vostri concittadini martiri sono monumenti ai quali bisogna portare onore come è pur giusto; essi devono essere creature vive, che ci insegnano tutti i giorni, a ciascuno nel proprio ambito, di lavoro, nella scuola, nella pubblica amministrazione, nella famiglia, nella società, ovunque noi ci troviamo ad essere coerenti con noi stessi. Una società democratica è tale quando è viva e vitale e riesce ad espellere dal suo seno i veleni che insidiano anche le grandi democrazie, perché anche le grandi democrazie possono decadere, perché anche le grandi idee possono decadere”.
Lo abbiamo fatto perché, in questi ultimi anni, oltre al revisionismo spinto oltre certi limiti, si constata solo tanto clamore suscitato per tali solenni iniziative, scarsa partecipazione, un lento avvilimento nell’attenzione verso tutto ciò e nulla è scaturito di nuovo in merito alla rappresentatività della nostra memoria collettiva, materialmente, con segni e simboli celebrativi per sventare i pericoli paventati da Vittore Fiore. Tutto risulta di antico e concentrato nella parte storica della città.
Nel merito ci è venuta incontro la nostra memoria ricordando che, all’indomani dell’insediamento della nuova giunta progressista avvenuta nel 2004, stimolati nel comizio di ringraziamento dal neo eletto Sindaco, furono avanzati suggerimenti in merito con una lettera, certi di averla consegnata presso l’ufficio protocollo del comune alla fine del mese di agosto di quell’anno.
L’iniziativa la riproponiamo in questa sede.

Al sindaco del comune di Terlizzi
….Aderendo all’invito fatto ai terlizzesi nel comizio di ringraziamento durante il quale ha dichiarato la sua disponibilità a recepire i suggerimenti da chiunque provenissero semprechè ritenuti opportuni, io rappresento quanto segue:
- poiché il nuovo corso della vita terlizzese è scaturito dalla discussione sui valori della data del 25 aprile in seno al vecchio Consiglio comunale e dai forti dissensi emersi dal confronto sul significato che quella data rappresenta sono scaturite le dimissioni di molti consiglieri comunali tanto da far insediare l’Amministrazione Prefettizia del dr Mario Volpe, nelle more della indizione delle nuove elezioni da cui è scaturita la sua nomina, io suggerisco come tributo di riconoscenza nei confronti di don Pietro Pappagallo, di far riposare le sue spoglie mortali, perennemente, nella cappella del Cimitero della nostra città unitamente ad altri personaggi ritenuti degni di un simile privilegio.
Quanto sopra in considerazione che le spoglie di don Pietro sono a Terlizzi in una cappella privata mentre quelle di Gioacchino Gesmundo – che vive l’immortalità nel Mausoleo delle fosse Ardeatine - sono a Roma e che entrambi rappresentano l’apice del contributo del sacrificio terlizzese per riaffermare il valore della libertà.
Tanto si potrà realizzare previo il consenso dei parenti superstiti di don Pietro e redigendo apposito atto pubblico formale per sancire la reciproca volontà per l’avvenire.
- ancora e sempre sulla scia dei valori del 25 aprile, far erigere un monumento in piazza Cavour, a ricordo di quanti hanno perso la vita per difendere gli ideali di libertà, che stia a testimoniare quei valori nei quali Terlizzi si riconosce e per i quali ha lottato e continuerà a farlo. Idealmente è come se Terlizzi ripiantasse l’albero della libertà in piazza.
…Grazie per l’attenzione prestata.
Anche precedentemente, in occasione del conferimento della medaglia d’oro della Fondazione Internazionale “ CARNEGIE “ alla memoria di don Pietro, -che fece proprie le motivazioni adottate dallo Stato Italiano per la consegna della propria medaglia d’oro al sacerdote, tenuta nella nostra sala consiliare il 31 ottobre del 1999-, attraverso questo stesso periodico (vedi confronto novembre 1999), ci siamo fatti promotori di una ulteriore significativa iniziativa consistente nell’affissione, nella sala consiliare del comune, di due immagini, da realizzare appositamente del prof. Gioacchino Gesmundo e di don Pietro Pappagallo, alla stregua degli altri personaggi storici, raffigurati negli ovali in gesso, che hanno dato lustro alla città.
Ci giunse all’orecchio, per tale iniziativa, che non conveniva alterare la storicità della sala (sic!!), come se la storia, la nostra, si sia fermata a quell’epoca e che le persone succedute dopo tale periodo fino ai nostri giorni, non abbiano scritto, col proprio comportamento, altre pagine di storia, belle o brutte che siano.
La medaglia d'oro alla memoria
Cronaca di un evento particolare Riportiamo qui di seguito , un momento che riteniamo fortemente rappresentativo della cerimonia che si tenne a Roma nel Mausoleo delle fosse Ardeatine per la consegna della medaglia d’oro alla memoria a don Pietro Pappagallo sacerdote della diocesi di Roma , nostro concittadino, ucciso per mano dei nazisti nell’eccidio.
E’ il breve saluto di GIOVANNI GIGLIOZZI Presidente dell’ANFI letto alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi e delle più alte autorità civili e militari dello Stato, del Rabbino capo di Roma Elio TOAFF e del sindaco Rutelli durante detta cerimonia.
……”per rendere più solenne la sua partecipazione a questa celebrazione, lei signor Presidente consegnerà a sua eminenza mons. Cesare Nociglia, vice gerente della diocesi di Roma, qui in rappresentanza di sua Eminenza il Cardinale Ruini, la medaglia d’oro al valor civile alla memoria del martire ardeatino don Pietro Pappagallo sacerdote romano; l’ultima benedizione di don Pietro fu per coloro che con lui morirono. L’Eminente mons. Nociglia prenderà dalle sue mani questa medaglia per conservarla tra la memorie più care e gloriose del clero romano.
Ecco la motivazione della medaglia conferita alla memoria di don Pietro Pappagallo nativo di Terlizzi provincia di Bari prete della chiesa romana fondata sulla cattedra di Pietro”
.
L’ufficiciale comanda l’attenti al picchetto d’onore e recita la motivazione:
Sacerdote della diocesi di Roma durante l’occupazione tedesca collaborò intensamente alla lotta clandestina e si prodigò in soccorso di ebrei, soldati sbandati, antifascisti e alleati in fuga dando loro aiuti per nascondersi e rifocillarsi. Tradito , fu consegnato ai tedeschi sacrificando la sua vita con la serenità d’animo segno della sua fede che sempre lo aveva illuminato. Roma 24 marzo 1944.
Testimonianze
In una delle rievocazioni commemorative sulle figure dei nostri concittadini uccisi alle fosse ardeatine, Gesmundo e don Pappagallo partecipò Vittore Fiore, figlio di Tommaso FIORE, umanista, avversore del regime fascista, autore delle lettere inviate a Gobetti note sotto il titolo “Un popolo di formiche” e che per amore della libertà dovette subire l’esilio, la prigionia e si vide uccidere un altro figlio per mano dei federali. Durante gli incontri che con Vittore ebbi per la stesura di una relazione per detta commemorazione che curai, pubblicata sul periodico locale, mi confidò uno specifico desiderio derivante dalla immensa gioia che provò nell’apprendere in detta circostanza che l’allora Istituto Magistrale, attuale liceo pedagogico fosse intitolato al padre, TOMMASO FIORE.
Ebbene, oltre a manifestare compiacimento mi disse anche che sarebbe stato suo desiderio affinché una immagine del padre campeggiasse all’interno della scuola. Lo osservavo mentre parlava e scorsi sul suo volto trasparire una intensa emozione tale da coinvolgermi e indurmi a farmi carico di tale desiderio promettendo fattivo interessamento.
Volle donarmi una delle ultime immagini del padre, adeguata allo scopo, che possedeva, apponendo a tergo una intensa dedica a me rivolta datata e sottoscritta “A Vincenzo Vino coi sentimenti più fervidi per lui e per tutti ricordando mio padre. Vittore Fiore 23/5/94”. Più volte, successivamente, mi sono recato presso la direzione del suddetto istituto scolastico incontrando i responsabili del momento, riferendo, proponendo ed offrendomi anche con diversa collaborazione, ma i diversi Presidi che si sono succeduti nel tempo ai quali riferii il desiderio di Vittore Fiore hanno sempre promesso interessamento, ma mai prestato attenzione specifica tanto che a tutt’oggi, non è stato realizzato.
Questo è una parte dei ricordi che porto della conoscenza di Vittore Fiore, privato dell’affetto di un fratello ucciso dai fanatici del regime, antifascista come il padre e come il padre carcerato ed esiliato per amore di libertà.
Foto di Tommaso Fiore e dedica.
A TERLIZZI LA BELLA PRINCIPESSA MAFALDA
NIPOTE DELLA PRINCIPESSA MAFALDA D’ASSIA UCCISA DAI NAZISTI
Non era mai capitato che Terlizzi ospitasse, anche per un solo giorno una principessa. Una giovane bella principessa tanto somigliante a quelle che la cultura cinematografica ci ha abituati a vedere: alta, bella, bionda, dagli occhi azzurri e dai fini lineamenti.
La principessa Mafalda d’Assia, nipote della martire di Buchenwald, la sovrana che avversò il regime nazista di Hitler che per questo, internata, perì in un campo di concentramento.
L’occasione la fornì Giuseppe Barione, di fede monarchica che chiese ed ottenne dall’Amministrazione Comunale in carica, di intitolare una strada e porre una lapide che ricordasse ai concittadini terlizzesi il sacrificio della vita della antenata principessa Mafalda, così come sacrificarono la loro vita per la libertà i nostri concittadini don Pietro Pappagallo e il prof Gesmundo.
La cerimonia si svolse il 21 ottobre del 2001. Dopo i soliti convenevoli sul palazzo di città, la principessa Mafalda, unitamente a tutte le autorità e personalità intervenute, pose prima una corona d’alloro alla base del monumento ai caduti in piazza Cavour e successivamente, in una traversa di corso Cavour, personalmente scoprì sia la lapide commemorativa del sacrificio dell’antenata che la leggenda della strada intitolata alla stessa.
Coinvolgente e riconoscente fu la principessa Mafalda, mostrandosi compiaciuta di una simile manifestazione organizzata in onore del ramo reale cui appartiene, tenuta nella nostra città.
Riteniamo che quelle cerimonie rimarranno indelebili nei suoi ricordi per l’accoglienza, la partecipazione dei cittadini e per il bel colpo d’occhio che la nostra piazza Le offrì.
Comitato feste patronali
Con questo manifesto inizia il cammino preparatorio per l’organizzazione e la realizzazione dei solenni festeggiamenti relativi all’anno corrente in onore della nostra Patrona MARIA SS DI SOVERETO

Al nuovo comitato auguriamo buon lavoro.
E' nato!
E’ NATO! E SPERIAMO SIA FEMMINA. Cosi si diceva una volta per auspicare che una novità annunciata nei diversi campi di applicazioni potesse dare i risultati sperati; e cosi diciamo noi auspicando che il sito internet costituito dall’Amministrazione comunale possa rappresentare una branca in più nella gestione della cosa pubblica ed essere più vicina al cittadino fornendogli rappresentando quell’aiuto nell’accelerare, semplificare, rendere comprensibile la macchina burocratica in tutte le occasioni nelle quali il cittadino deve avere rapporti con la pubblica amministrazione, praticamente una chiave di accesso PERSONALISSIMA per accedere alle proprie posizioni amministrative nei rapporti pubblici.
Con un grosso battage pubblicitario ( manifesti, cerimonia pubblica con partecipazione di autorità e personalità, inviti ) è stato presentato venerdi 22 marzo 2007.
Noi non c’eravamo, non siamo stati invitati, però siamo passati dalla sala presso cui si sarebbe tenuta la cerimonia per cogliere l’impressione. Chi lo visiterà, se vorrà, ci dica la propria confrontandoci.
Vita terlizzese
Con queste pagine tendiamo a scuotere le coscienze dei terlizzesi, quelli ivi residenti e i tanti altri sparsi per il mondo. E non solo. Tendiamo ad attirare l‘attenzione di quanti hanno sentito parlare, raccontare di Terlizzi e delle sue tradizioni, della sua cultura, della sua storia. Racconteremo della vita terlizzese e del suo folklore, tra i più caratteristici in terra di Bari, mostrandovi quanto di interessante possa riservare la nostra città che, talvolta, è ricordata per eventi poco piacevoli. Tra le nostre pagine troverete una prima sezione dedicata alla scoperta della nostra città, della sua geografia e delle sue radici storiche. Ci saranno indicazioni su come raggiungerci per scoprire di persona quanto verrà illustrato nelle altre sezioni: inizieremo con la nostra festa Patronale, la Festa Maggiore, che vanta una spettacolare macchina da festa, il Carro Trionfale. Ne descriveremo il percorso per le vie del centro cittadino anche attraverso fotografie e filmati.
Ancora con immagini vi illustreremo poi la nostra tradizione agricola, florovivaistica e dell’artigianato; risorse che inseriscono Terlizzi nel più ampio quadro economico nazionale. Quanti troveranno interessante questo spazio, potranno approfondire le tematiche trattate, contattandoci o parlandone nel forum che metteremo a dispozione.
Continuate a seguirci perchè nel tempo aggiorneremo le nostre pagine con nuove tematiche e nuovi spazi per presentarvi le mille sfaccettature della vita terlizzese.
Buon divertimento.
Veduta panoramica
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