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La Torre Maggiore




Capitò per caso che durante alcuni incontri con mons Valente si cominciò a parlare di una guida sulla città ed in particolare sulla torre maggiore del castello normanno, quella che noi terlizzesi comunemente chiamiamo la torre dell’orologio situata nella piazza principale, piazza Cavour.
Accettai alla condizione se ci sarebbe stato il recupero dei costi perché la realizzazione di una guida richiede creatività ed efficaci immagine della città capaci di rappresentarla al meglio e rendere l’idea che si vuol rappresentare. Senza dilungarci in merito possiamo dire che andò parzialmente così.
Immagini della città dal terrazzo della torre Le immagini che precedono sono quelle che comunemente, in una bella giornata di sole, meglio se ventilata, perché il vento disperdendo l’umidità e con essa il pulviscolo sospeso nell’aria le rende più nitide e l’occhio umano percepisce meglio e più in profondità.
Immagini che apparentemente sono sempre le stesse ma che ad un attento osservatore appaiono sempre diverse, ricche di ulteriori particolari e con diverse colorazioni.
Gradevolissime le immagini che ho colto e che conservo sia nei miei ricordi che su specifici supporti.
Accompagnato dall’amico Michele Chiapparino ho sempre scalato, e il caso di dire per le ripide scale che portano ai piani superiori, con grande entusiasmo i cinque piani che dividono lo spiazzo della piazza e la stanza al piano terra con il lastrico solare della torre e qualche volta anche oltre. Che sensazione specie quando l’occasione non è dovuta a semplice e sola curiosità. Non si riesce a descrivere appieno l’emozione provata quando, confrontando le immagini scattate alla roccia su cui poggiano le prime pietre delle fondamenta della torre con il particolare della stessa raffigurata nella tela ritrovata da don Valente presso il Principato di Monaco, regnanti discendenti dai Grimaldi, signori di Terlizzi negli anni 1632/1639, si nota chiaramente la stessa linearità curva delle fondamenta della torre osservata ad occhio nudo direttamente sotto il livello stradale. Due sono stati i lati che abbiamo potuto osservare quelli esposti a sud-est.
La torre, alta quasi 38 metri fino alla sommità della croce ferrata,
dalle possenti mura che alla base misurano intorno ai 2,50 metri e man mano che si lancia verso l’alto vanno sempre più restringendosi fino a ridursi allo spessore minimo di 1 m, si presenta a forma leggermente trapezoidale alla cui sommità si erge una edicola campanaria che presenta sui tre lati della cuspide che affacciano sulla piazza lastre di pietra sulle quali sono scolpiti i segni zodiacali: a sinistra , sagittario, capricorno, acquario pesci, al centro ariete, toro, gemelli, cancro, e sulla destra leone vergine, bilancia,scorpione, gurdandola con le spalle al monumento ai caduti.
Sulla facciata principale è ben visibile un orologio di grandi dimensioni, che con le campane poste nell’edicola scandisce il trascorrere del tempo con i rintocchi delle campane: le ore con la grande e con quella più piccola i quarti d’ora.
Già nel 1107 in un atto notarile, la data topica di castellum o castrum e addirittura , qualche decennio più tardi (1133) di civitas, risale la costruzione del castello e della cinta muraria della città iniziata dal conte Amico di origine normanna.
Intorno alla stessa epoca risulta essere stata costruita la collegiata in onore di S Michele Arcangelo abbattuta nel 1782, e poco distante dalla via Appia Traiana la chiesa di Cesano di stile preromanico voluta da un altro capo normanno Umfredo affermando così la presenza monastica benedettina nel nostro territorio.
In tempi recenti la torre, residuato del castello, è stata restituita alla città con un restauro mirato tendente a renderla fruibile per visite anche guidate. Prima degli attuali lavori, era grandemente pericoloso e fortemente gravoso l’accesso ai diversi livelli. Preesistevano scale alte e strette in legno con le quali si accedeva al piano dell’orologio per gli interventi di manutenzione che anticamente aveva un funzionamento meccanico, come un pendolo, la cui carica era data da un sistema di pesi e che ad intervalli uguali di tempo aveva bisogno di ricarica. Attualmente un meccanismo elettrico ha sostituito. In tempi passati correva voce che le lancette erano in oro..
La torre dell’orologio, come noi attualmente e comunemente la chiamiamo è l’unico baluardo rimasto; quante ne avrebbe raccontate se avesse avuto orecchie per ascoltare e lingua per parlare.
Guarda sulla piazza principale, piazza Cavour congiunta con piazza IV novembre che nel loro insieme danno un colpo pieno di fascino al centro città dove si consumano i momenti più significativi della vita della collettività il cui apice si raggiunge alla festa maggiore quando il carro si affaccia da corso Dante con la sua mole nell’andatura incerta ed ondeggiante (vedi filmato altra rubrica) dei timonieri in un tripudio di gente esaltata e gaudente per lo spettacolo che si offre ai loro occhi. E’una scena che si ripete tutti gli anni la domenica della festa maggiore.
Anche la diaspora trova spazio nella piazza come da ultimo le vicende legate alle proteste sulla riforma sanitaria voluta dal precedente governatore della regione e l’agone politico.
In questo stesso scenario si tengono spettacoli musicali e manifestazioni legate ad avvenimenti per il lancio pubblicitario di prodotti di largo consumo (moda).
Il castello di cui faceva parte la torre, fu felice dimore del re Ferrante I d’Aragona per poter affermare il suo potere sulla restante terra di Puglia, porta verso l’oriente.
Nel castello ebbe dimora dal 1632 e fino al 1639 un cugino dei principi Grimaldi e fu per quella circostanza che il castello, restaurato ritrovò il suo splendore dove lo stesso arciprete prelato, con il titolo di vice marchese, esercitò il governatorato per conto del cugino, principe titolare, Grimaldi.
Risale a detto periodo la tela raffigurante la nostra città ritrovata dal Valente, come detto sopra, che mostra la città medievale con al centro il castello e la collegiata di S. Michele.
Tutto questo e molto altro i cittadini possono conoscere scorrendo le pagine del volume LA TORRE MAGGIORE DEL CASTELLO NORMANNO IN TERLIZZI di don VALENTE, pubblicato a novembre del 2005, nella collana i quaderni della biblioteca, a cura dell’Amministrazione comunale. Infine, nel merito, è curioso constatare come, pur essendo state indicate le misure effettive della torre, rilevate con nuova strumentazione, il pannello indicante l’altezza posto alla base, discordante con queste, non sia stato aggiornato, sia pure previa verifica, al fine di dare indicazioni precise sia ai cittadini che ai turisti che visitano la torre. Non capiamo le ragioni. Inserire ulteriori immagini.

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